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Un bilancio degli ultimi mesi Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Giovedì 17 Maggio 2012 22:12

Stasera abbiamo avuto il coordinamento di zona PD valle Brembana. Abbiamo chiuso una stagione durata 4 mesi, quella del "Partiamo dalla valle Brembana per cambiare l'Italia".

L'idea mi era venuta a gennaio, quando il buon Enzo, il segretario di zona, parte per l'America - Beato lui! - e mi lascia la segreteria di zona, chiavi in mano e in comodato gratuito. Il partito in valle non è che navigasse in buone acque,  nel 2011 solo 64 tesserati quando nel 2009 eravamo arrivati 120 circa ed era scomparso pure un circolo. I motivi erano e sono vari, dalla situazione politica nazionale, al fatto che la valle Brembana rimane comunque zona un po' ostica per il centrosinistra, nonché il venir meno dell'energia di alcune persone che negli ultimi anni si erano impegnate.

Insomma, si trattava di rilanciare un po' tutta la nostra immagine e rimettere in piedi un minimo di organizzazione. Dopo due riunioni organizzative con i segretari di circolo, si mette in pista  5 iniziative in coincidenza dei paesi con circolo. La speranza era che facendo iniziative di carattere nazionale e regionale si potessero avvicinare anche persone che con il Pd non è che ci andrebbero a nozze.

Tutto questo accadeva nel gennaio 2012 e mi bazzicava per la testa anche l'idea di invitare qualcuno di "spessore" e, grazie a un amico a cui devo rendere ancora  ringraziamenti cospicui, siamo riusciti a portare a casa la Serracchiani, alla quale abbiamo affidato il ruolo di essere la più propositiva. Ovvero, poca discussione sui temi nazionali ma  qualche idea anche su cosa vogliamo fare in valle.. In realtà non andò proprio così alla fine ma è andata bene comunque..

Nelle 5 iniziative ho visto di tutto: relatori che scomparivano o comparivano all'ultimo, gente che si lamentava della vendita ai privati dell'acqua, quando in realtà era stata affidata a Uniacque, altri che richiamavano eventi del 1954 oppure i sindaci di San Pellegrino di fine anni '80. Oppure accordi di programma di cui, almeno personalmente, sapevo poco, almeno in quel momento.

Però se c'è un tema che è uscito con costanza è il tema del futuro, declinato nei termini di sviluppo e occupazione. Manca il lavoro, mancano le prospettive, si fa fatica a cogliere un disegno complessivo che tiene insieme politiche economiche e sociali. Manca un obiettivo che non sia il semplice pareggio di bilancio, riconosciuto necessario ma basilare. Dopo, la politica, cosa dice alla gente? dove vogliamo andare, dopo?

Noi abbiamo provato ad abbozzare qualcosa, dal ripensamento dell'ospedale di San Giovanni, l'integrazione dei servizi comunali e sociosanitari lungo la valle, lo sviluppo di una politica chiara di offerta turistica, magari diversificata per area, l'intervenire nelle zone ex industriali per cercare di far crescere imprese della green economy, sfruttando anche la vicinanza all'ambiente.

Insomma, roba che può essere da una parte implementata a costo zero mettendoci la testa, dall'altra occorrerebbe invece qualche capitale in più e degli imprenditori. In questo periodo entrambi scarseggiano come il grano durante la piaga delle cavallette in Egitto.

Poi l'altro dato è che abbiamo avvicinato parecchia gente e abbiamo fatto conoscere qualche rappresentante in più del PD, cosa apprezzata soprattutto dagli iscritti che sono riusciti a stringere legami più forti con i propri rappresentanti.

Ora è tempo dei bilanci e a fronte di una spesa di 1685 eurini, siamo riusciti a ricostruire un circolo, quello di San Pellegrino con 10 tesserati, a fare circa 80 tessere, a mettere in campo qualche proposta e a creare qualche legame in più al nostro interno e non solo.

Siamo solo all'inizio però. Ora si tratta di approfondire temi, denunciare il fallimento della Lega nel nostro territorio, costruire reti per creare effettivamente qualcosa di concreto per questa valle che ha bisogno di speranza come l'ossigeno.

Purtroppo mancano le energie e anche le competenze e forse questo dovrebbe far meditare, lo dico da grande sostenitore del partito  "solido", quanto lo strumento del partito oggi sia valido come costruzione di elaborazione e implementazione delle politiche, soprattutto in una regione che non è il Veneto né l'Emilia Romagna.

Le cose sono complesse e si fa fatica a ricondurre a un unico centro decisionale tutti gli attori in causa, sicuramente ancor con più fatica con lo strumento partito, almeno in questo contesto e in questo periodo. Ribadisco che credo nel Pd e nella funzione del partito ma è un riscontro che ho avuto e che lascio di riflessione perché la realtà è così anche se non ci piace.

Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno creduto in questa operazione, dai segretari di circolo, Domizio, Sonia, Seghezzi, dai miei tesserati del circolo val Serina, Katia, Jenni e Giovanni in particolare e mio padre che ha fatto da regista a tutte le assemblee. Vorrei ringraziare anche il provinciale per il contributo economico che ci ha fornito.

Chiudo con un po' di nostalgia questo bel periodo, che ho amato per le riunioni fatte a cena a 1800 m in quota mangiando formaggio fresco e salame appena fatto, per le pizze divorate con gli amministratori parlando della propria vita privata, sacrificata e mischiata all'amore per il proprio territorio e il proprio paese, per le persone conosciute che mi hanno insegnato, quelle che mi hanno fatto arrabbiare, a chi mi ha fatto vedere come si faceva una volta politica, a chi insomma ho incontrato e ho avuto il piacere di conoscere.

Perché vedete, la cosa più importante che ho imparato è che la politica alla fine è fatta di relazioni umane e la politica, quella buona, forse sorge quando si ha anche una forte intesa motivazionale e valoriale per costruire. Non basta essere competenti, è necessario che ci sia qualcosa al proprio interno che spinga e metta in moto gli ingranaggi, un sogno, una speranza o dei valori. Puoi camminare bene lungo la strada, ma se non sai la direzione, non ha senso.


L'altro insegnamento è che la politica nasconde dietro delle storie di uomini e donne molto intense e oserei dire molto umane... Ricordo il racconto di un signore che nel '68 volantinava per lotta continua a Zogno solo per poi caricare le ragazze della manifattura sul motorino e risalire i paesi della valle con loro a bordo.

E forse è stato così un poco anche per me, con la chiusura di questo bel periodo di politica chiudo facilmente anche una vicenda personale nata a gennaio e tramontata (forse) pochi giorni fa. Oggi mi sembra che fosse solo una cornice di questi mesi, in realtà è stata il soggetto del quadro e avrei voluto che non lo fosse solo per questo periodo.

Ma insomma, i mesi sono lunghi e ne abbiamo molti avanti e tanto c'è da fare, vedere e vivere. Poi  a questo punto, spero nei corsi e ricorsi storici.

Ad maiora.


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Elezioni Francesi: Hollande può vincere Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Venerdì 27 Aprile 2012 06:51

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Cliccate sull'immagine per vedere il video.




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Elezioni Francesi. Hollande ha perso nelle periferie Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Domenica 22 Aprile 2012 22:45

Ben ritrovati sul Il Tiraboschi.


Oggi propongo una prima analisi delle elezioni presidenziali che si sono appena tenute in Francia. 

L'esito finale è il seguente (da Corriere.it):

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Andiamo nel dettaglio. Ho analizzato i voti dei singoli dipartimenti e ho creato la cartina seguente: il rosso indica che Hollande è  maggiore del 30%, l'arancione che è vincente ma minore del 30%. Il blu e l'azzurro indicano indicano la vittoria di Sarkozy ma il blu una vittoria al di sopra del 30%, mentre l'azzurro al di sotto. Le Pen si afferma nell'unico dipartimento che vedete nero, Gard, di mezzo milione di abitanti, superando sia SArkozy che Hollande. La croce viola indica un'affluenza inferiore all'80%, la croce nera invece che Le Pen ha superato in quella regione il 20%. E' da notare infine che solo in una regione, quella di origine, Hollande supera il 40%

Ed ecco il risultato.

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Ecco il risultato invece per vittorie relative.

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Per poter compiere delle analisi compiute, mi sono procurato i precedenti risultati, quelli del 2002 e quelli del 2007. Ecco di seguito le cartine. Nel 2002 il Blu scuro si riferisce a Le Pen padre. Come potete vedere, al primo turno Le Pen padre conduceva la partita in molte regioni.

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Nel 2007 La Royal conduceva in soli 22 dipartimenti, Bayoru in uno mentre Sarkozy nel resto della Francia 

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Il dato invece finale del primo turno delle presidenziali 2012 è che Hollande conduce in  55 dipartimenti, Sarkozy in 39 e Le Pen in uno. E' un risultato storico e indica che ci sono buone speranze di vincere visto la distribuzione. Bayrou e Mélenchon presentano dati uniformi in tutta la francia, con Bayrou più forte nelle regioni medirionali e Mélenchon più forte nei grandi agglomerati urbani. 

La vera notizia è però che le regioni metropolitane hanno votato Sarkozy ad eccezione di Parigi, che ha scelto Hollande seppur di poco. Marsiglia, Lione e Strasburgo invece hanno scelto Sarkozy. Soprattutto Marsiglia e Lione presentano anche in città una forte tendenza al voto alla destra non solo di stampo UMP ma con punte del 25% per Le Pen.


Un'altra immagine per aiutarci nell'interpretazione del risultato: la densità demografica.

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Bersani: una politica che costi meno e decida di più Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Giovedì 19 Aprile 2012 16:29


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Lettera all'Eco su valle Brembana Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Martedì 27 Marzo 2012 08:42

Ecco la versione cartacea.

File allegati:
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