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Frana valle Serina: la montagna abbandonata a sé stessa Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Mercoledì 19 Novembre 2014 11:57

Mentre aspettiamo il progetto esecutivo da parte della provincia in arrivo a fine mese, propongo un commento in merito al progetto preliminare presentato dai sindaci in conferenza stampa il 24 ottobre, entrando nei particolari del progetto e facendo infine alcune considerazioni generali.

Il documento da cui parto è la relazione generale che il geologo e l'ingegnere hanno redatto e allegato al progetto preliminare. In sostanza il progetto preliminare si caratterizza per la traslazione di circa 3 m della sede stradale all'interno della roccia, come negli orridi di Bracca. Difatti le simulazioni di eventuali cadute dei massi vedono come punto finale il torrente e non più la strada, almeno nella maggior parte dei casi. Inoltre si applicheranno barriere paramassi e interventi a parete, come disgaggi, imbragature e reti di contenimento.

E fin qui sembra nulla di nuovo rispetto a quanto detto e dichiarato finora. Tuttavia andando a spulciare bene il quadro complessivo degli interventi, compare che in realtà non ci sarà nessuna bonifica massiva della parete rocciosa. I metri cubi soggetti a una demolizione con esplosivo sarebbero solamente 980 mentre il disgaggio senza uso dell'esplosivo ammonta a 3015. Per fare un paragone per capire di cosa stiamo parlando, il solo Gendarme conta 16.000 metri cubi e si pensava di demolire questo più almeno altri 4 punti critici di minori dimensioni.Il perché non si proceda con ulteriori demolizioni è presto detto. Oltre al fatto che c'è incertezza rispetto all'esito positivo di tali interventi e al relativo grado di sicurezza finale ( potrebbero formarsi nuove situazioni di instabilità), rimane il fatto che sono parecchio onerosi e "lenti".

Fin qui gli interventi. Di seguito alcune considerazioni.

Dall'ipotesi che per mesi ci siamo sentiti dire e ridire che ci voleva tempo per progettare un intervento così complesso, alla fine il risultato è piuttosto scarno. Ritengo che i due professionisti abbiano fatto un buon lavoro e corretto e preso in considerazione tutti i possibili interventi. Tuttavia allo stesso tempo hanno dovuto eliminare e prendere in considerazione solo quegli interventi che potevano rientrare nel quadro economico.Il piano preliminare risulta così ancora inficiato una volta, come più volte ribadito, dalla ricerca dei fondi prima di avere idea di come intervenire sul fronte franoso. Così gli interventi sono frutto dei soldi disponibili e non delle effettive esigenze di intervento. Tanto che nella relazione si leggono di ipotesi alternative che potrebbero essere prese in considerazione ma potrebbero essere più onerose.

La questione che mi pare inaccettabile è che per mesi si sono avuti ritardi (da dicembre a giugno)perché il sindaco di Serina non ha saputo come darsi priorità nell'arginare l'emergenza, cercando prima i soldi anziché stendere il progetto. Quando poi i soldi sono arrivati da regione Lombardia, da Maroni, i soldi sono stati alla fine 1 milione e 200 mila. Se ne erano promessi almeno 1 milione e 800 mila dalla regione. Ne mancano all'appello 600.000!!

Oltre a ciò vale la pena fare dei paragoni, non tanto per fare una guerra fra i poveri ma vedere come stanno le cose. Riguardo la frana di Ponte Giurino, caduta il 2 febbraio, 6 giorni dopo c'erano tutti i risultati geologici, il 21 febbraio è stata riaperta e si sono investiti almeno 240.000 euro. Beninteso che tale frana per tipologia era un intervento molto più facile e diverso da quello della valle Serina.

I lavori all'orrido di Bracca della seconda galleria artificiale nonché della raccolta e recapito al torrente delle acque di scorrimento superficiale emessa a sicurezza del versante previa opportuna bonifica hanno un importo complessivo di 567.756 euro.

La Green House a Zogno, edificio della cui utilità spero poi che qualcuno ce la verrà a spiegare, è costata 2 milioni e 156000 euro.

Credo che solo da questi tre esempi si possa ben capire che un milione e duecento mila euro siano davvero pochi per un intervento complesso e di messa in sicurezza di un tratto di strada così vasto e pericoloso che serve 3 paesi. Non sono briciole ma nemmeno chissà quale sforzo.

In conclusione vorrei ancora soffermarmi ancora sulla questione sicurezza. E' chiaro, come molte volte, ci siamo detti in questi mesi che una sicurezza al 100% sarebbe impossibile perché viviamo in montagna e un discreto rischio c'è sempre. I professionisti che hanno redatto il progetto preliminare sostengono che solo tramite  la costruzione di una galleria in naturale sarebbe possibile avere una sicurezza completa. Del resto, cito testualmente dalla relazione generale, " in parte di tale settori ( della montagna) i volumi di ammasso roccioso potenzialmente coinvolgibili in fenomeni di crollo sono tali, che qualunque intervento di protezione passiva, anche impiegando le barriere di caratteristiche più elevate ad oggi disponibili, non sarebbe in grado di fermare volumi di tale entità".

E ancora una volta ribadisco il concetto che avevo già espresso ad aprile, ovvero che occorra un discorso di verità. Riaprire la strada in breve tempo con i soldi che abbiamo e con una sicurezza elevata è impossibile. E la sicurezza che otterremo con questo progetto, che garantisce la riapertura in un tempo relativamente breve salvo complicazioni, non è sicuramente la sicurezza che avremmo potuto ottenere con più risorse, senza arrivare a pensare al progetto migliore della galleria. Questo sia chiaro, le risorse attuali, nonché la fretta generata da mesi persi, limitano notevolmente la possibilità di incidere sulla sicurezza, come emerge chiaramente dalla relazione.

Tuttavia rispetto ad aprile, dove il tema era che se si voleva la riapertura rapida della strada, bisognava accontentarsi sul lato della sicurezza, ora la situazione è diventata se i cittadini di Serina si accontentano di questa soluzione al ribasso. Penso che si sarebbe potuto ottenere notevolmente di più in termini di soldi e supporto nell'intervenire sull'emergenza. E se siamo arrivati a questo punto è perché in fondo Serina e la valle Serina conta poco o si muove male dove dovrebbe invece alzare la voce. Perché non mi si venga a parlare del disagio degli amministratori che scendono e salgono per la valle ( Fattori a Bergamo Tv) per cercare risorse perché se è questo il risultato, ne bastava uno di viaggio, visto che i fondi sono stati ottenuti anche perché il comitato e la gente di Serina ha messo alle strette i rappresentanti politici. Oppure che il ritardo è dovuto alla piena sicurezza degli interventi perché così non è. Si deve parlare chiaramente alla gente e non con mezze verità, visto che stiamo parlando della sicurezza di ciascun cittadino.

Concludo dicendo che  al posto di chi attualmente amministra, avrei puntato i piedi per ottenere altre risorse, o almeno quelle promesse, ovvero gli altri 600.000 dalla regione. E avrei approfondito per l'avvenire anche progetti che diano una sistemazione definitiva alla strada perché, speriamo di no, ma alla prossima frana siamo ancora da capo.

Non posso pensare che ancora una volta chi fa lo sforzo di vivere in montagna venga di nuovo abbandonato a sé stesso. Eppure facendo le somme di questa vicenda pare sia così.

 
Alcuni punti fermi sulla frana della valle Serina Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Domenica 21 Settembre 2014 16:57

In questi giorni, grazie sia alla conferenza stampa dei sindaci e all'assemblea del COMITATO S.P.27, si fa un gran parlare della strada provinciale per Serina. Leggendo gli articoli apparsi sui giornali e le varie ricostruzioni , mi pare sia opportuno mettere alcuni punti fermi, anche da un punto di vista amministrativo. Non voglio soffermarmi a ricostruire in modo compiuto tutte le vicende che per lo più sono note a tutti ma dire dove si sarebbe potuto fare meglio e come si dovrà andare avanti. E anche puntualizzare come per certi versi siamo stati cassandre non ascoltate. Questo post lo redigo a onor di chiarezza e trasparenza. La responsiveness, ovvero la capacità di rendere conto del proprio operato, deve essere fatta valere proprio in quelle situazioni in cui la straordinarietà dell'evento richiede massimo sforzo.

PROGETTO E SOLDI. Primo errore commesso è una superficiale valutazione del cosa fosse necessario per ripristinare la strada. Le amministrazioni sono partite lancia in resta a febbraio (dopo 2 mesi dalla frana) a cercare i fondi per fare gli interventi di sistemazione SENZA però sapere in cosa si sarebbe effettivamente concretizzato l'intervento. Allora si parlava dei tre progetti di tunnel approntati dalla provincia e del progetto, più economico, di messa in sicurezza del versante tramite dinamite e ricostruzione del ponte.

Ad aprile, grazie all'azione del comitato, venne convocata un'assemblea pubblica con la presenza di Capetti e Terzi, i quali promettono rispettivamente i soldi per bonificare il versante ( 2 mln e passa dalla regione) e per sistemare il ponte (300.000 dalla provincia). La settimana successiva quei fondi vengono stanziati. Preciso che la regione ne stanzia solamente 1.2 a fronte dei 2 promessi.

Ora il sindaco rivendica come causa del ritardo la complessità dell'intervento e paventa la possibilità che i soldi non bastino. Già qua dovremmo dire: ma va là? Ne scrivevo ad aprile e il sindaco Fattori se ne accorge dopo 5 mesi. Qua (link) il pezzo intero e uno stralcio di seguito riportato

"...Stante quindi questa situazione di fatto, a me ha fatto riflettere che la scelta sul tipo di intervento (sistemazione del materiale più pericolante e sistemazione ponte) sia stata dettata, come detto stamattina, sia dalla questione economica, visto che è l'intervento che costa meno, che dalla volontà di fare alla svelta, subitissimamente, la riapertura della strada. A mio parere così non va bene. Innanzitutto si è ragionato subito di soldi ma non di fattibilità dell'intervento.Se per fare quello che si vuole fare occorrerà un altro milione, chi lo metterà? Si bloccheranno i lavori? Se per caso dopo le prime sistemazioni emergono altre situazioni critiche, chi dirà che il livello di sicurezza ottenuto con i lavori fatti è sufficientemente adeguato a una strada di montagna oppure che è necessario intervenire ancora? Chi si prenderà l'onere di dire che è stato fatto il possibile e si può riaprire la strada?Forse sarebbe stato meglio partire dal progetto che dai fondi. Ribadisco, ad oggi nessuno sa con certezza quali sono gli interventi da fare e che costo finale si avrà proprio perché per il tipo di intervento che per il tipo di terreno è difficile prevedere gli effetti di un disgaggio di materiale così ampio. Molto probabilmente la strada verrà riaperta con una certa dose di pericolo, quanta si vedrà."

FONDI E LAVORI: sempre nell'assemblea di aprile, vengono messi a disposizione del BIM 35.000 euro per la relazione geologica approfondita. L'impegno però viene preso solamente il 23/06, perdendo altri 2 mesi di lavoro. ( det. 161 del 23/06 del comune di Serina). Anche perché, stando alle dichiarazioni del sindaco rese in assemblea, il geologo da giugno fino ad agosto non ha potuto operare perché non c'era il disboscamento del versante. Se così è, dovremmo domandarci del perché si è preferito prima dare l'affidamento per la relazione geologica e non per il disboscamento. E il vincolo di destinazione del BIM immagino fosse facilmente intercambiabile. Sui fondi per i primi lavori inoltre ci sono da dire altre due cose. La prima è chiedersi se è possibile che se i fondi sono stati stanziati ad aprile, essi siano arrivati solamente ad agosto, sempre secondo il sindaco durante l'assemblea del 19 settembre " per così appaltare il disboscamento". Qua ci sono almeno due contraddizioni. LA prima è che l'appalto per il disboscamento è per affidamento diretto e avviene a LUGLIO, non ad AGOSTO (det. 188 del 14/07 ). A MAGGIO, difatti, all'atto dell'approvazione del bilancio comunale, il sindaco Fattori dichiarava che erano arrivati i primi soldi e che bisognava aprire un capitolo dedicato in bilancio. QuindiÂÂ una parte erano arrivati a maggio e sono stati impiegati un MESE E MEZZO dopo per il taglio del bosco. FALSO pertanto il loro arrivo ad agosto, o anche ammettendo che siano arrivati fisicamente ad agosto, l'affidamento per il taglio è avvenuto a luglio.

COMPETENZE: i soldi sono del fondo regionale e sono per loro natura destinabili solamente ai comuni e non ad altri enti. Ecco perché quei soldi non li può ricevere la provincia di Bergamo e Serina si fa avanti come ente che potrebbe essere destinatario. Il problema sorge però che il sindaco Fattori si assume anche l'onere di portar avanti la progettazione e tutti gli appalti, procedure caratterizzate da complessità per le quali nel comune di Serina non si hanno competenze. Questo rallenta il tutto e si affida a una società di consulenza il compito di aiutare il comune di Serina. Non valeva la pena di coinvolgere la provincia, per risparmiare soldi e tempo? Sì, ma come afferma Capetti ( assessore provinciale) ancora oggi (21/09), il sindaco Fattori ha rifiutato l'aiuto dicendo che avrebbe fatto da solo. Più umiltà forse servirebbe in queste occasioni.

DATE E ANNUNCI: a dicembre l'inizio dei lavori era a gennaio, ad aprile entro giugno, a inizio luglio entro ottobre e oggi entro dicembre/ gennaio. Ma a parte il continuo rimando, sono ancora le contraddizioni che vanno evidenziate. A fine LUGLIO il sindaco Fattori comunica al comitato che agli inizi di agosto avrebbe deliberato la gara per la progettazione ESECUTIVA- DEFINITIVA, come del resto annunciato anche sull'articolo del giornale del 3 agosto 2014. Se un sindaco annuncia a "brevissimo" la deliberazione in proposito, perché durante l'assemblea del 19 settembre, quasi 2 MESI DOPO, afferma che il progetto PRELIMINARE ( quello del geologo per intenderci) sarebbe arrivato solamente ancora dopo altri 20 giorni? Addirittura non siamo nemmeno all'appalto esecutivo - definitivo, ma stiamo aspettando il preliminare. La sensazione è che non si sa né cosa si sta facendo e con quali strumenti burocratici si ha a che fare.

CONSIDERAZIONI FINALI A mio parere Serina e il sindaco Fattori da soli, per la complessità della vicenda, difficilmente ne verranno fuori. Qualche ente superiore deve dare per forza una mano. Poi sulla richiesta di unità di intenti, riprendo la lettera inviata a febbraio 2014 ai sindaci della valle. Giusto perché a me gli appelli all'unità stanno bene se però non mi si passa per quello che fa resistenze a collaborare. Qua la lettera integrale: link. Riporto uno stralcio:

"In sintesi chiediamo quindi unità, coordinamento e coinvolgimento anche delle nostre comunità, partendo magari da un'assemblea da voi convocata per informare con gli elementi che ad oggi si hanno. Noi siamo con voi, con i nostri concittadini della valle per aiutarvi come potremo, per ottenere attenzione e risorse. Tutti insieme, a prescindere dal colore o dai ruoli. La viabilità in montagna è più vitale che in qualsiasi altro posto. Significa mantenere vivi i nostri paesi,accessibili e non troppo infernale la vita di chi sceglie di vivere nel nostro bel territorio. La nostra montagna, che vive soprattutto di turismo, non deve morire. Lavoriamo tutti insieme per questo."

Ad maiora.

 
Sulla frana di Rosolo, ennesima puntata Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Mercoledì 02 Luglio 2014 21:12

Non so a che puntata siamo realmente arrivati con la questione frana di Rosolo ma di sicuro la serie comincia a insidiare il primato di Beautiful. Mi ero ripromesso di non commentare più le sortite verbali del sindaco Fattori sulla frana ma gli articoli di ieri mi impongono un commento seppur breve.

Dalle nuove dichiarazioni emerge che:

a) c'è stato un rinvio dell'inizio dei lavori da giugno (come prospettato nell'assemblea di aprile) a ottobre;

b) si inizierà a "pulire" il bosco a breve e a redigere il progetto perché finora c'è stata burocrazia;

c) la provincia interverrà per ricostruire il ponte prima di sistemare il versante della montagna;

Fatemi capire, costruiamo il ponte prima di bonificare la parete rocciosa che lo sovrasta? Bonifica che consiste in posizionare cariche esplosive per far cadere il materiale che è instabile? Logica, e legge di gravità, mi fanno pensare che il materiale roccioso cadrà sul ponte nuovo di pacca ( e sulla strada, se è previsto anche per quella un rifacimento contestuale al ponte).

Spero di aver capito male....

Inoltre iniziare i lavori sulla roccia a ottobre quando comincia a far freddo e gelare significa probabilmente rimandare a febbraio/marzo il vero intervento, quindi con la beneaugurata apertura per la stagione estiva 2015. Realisticamente, e se tutto va bene, dovrebbe essere così. Da qui discendono alcune considerazioni.

Sul progetto l'ho detto e ristradetto, bisognava redigerlo prima di cercare i fondi. Ora che abbiamo i fondi non riusciamo  a redigerlo perché nel comune di Serina, come nel 90% dei comuni piccoli, mancano le competenze. Quindi si fa una consulenza di 6000 euro per aiutare il comune, soldi che a mio avviso si sarebbero volentieri risparmiati se la progettazione fosse stata lasciata alla provincia o a un organo superiore. Lo ster ad esempio, strumento della regione, proprio non aveva nessun geologo che potesse fare relazione e progetto di intervento?

Poi la bonifica del bosco, ovvero togliere rami e altro, pare l'abbia già fatto lo Ster nel primo intervento a dicembre. Probabilmente qualcosa si sarà formato nel frattempo ma non pubblicizzerei il fatto che si sta intervenendo per togliere quel poco che rimane. L'alveo del fiume ad esempio è stato pulito tutto ancora dallo Ster.

Poi sul tema del ponte è probabile che la provincia abbia detto ai comuni che se loro non si muovono, essa sistema il ponte e chi si è visto, si è visto. Non entro nel merito della casa sotto la strada perché è un falso problema. Si può rimandare tutto nell'atto della bonifica quando, se la casa avrà danni, si potranno risarcire, senza perdere tempo in espropri o compravendite.

Detto ciò, ritorno a quanto ho sottolineato ancora in questo sito ad Aprile. Ci vuole serietà e palle per gestire un problema come quello della frana di Rosolo. La prima consiste nel raccontare le cose come esattamente sono, senza fare annunci o proclami inutili. Esempio, oltre alla questione tempi, il tema delle modalità di intervento: è assurdo come sia stato gestito. Ad aprile bonifica poi ponte, oggi prima ponte e poi facciamo saltare la montagna. Oggettivamente, qualcosa non va. 

Secondo, dicevo, ci vogliono le palle, per gestire sia i malumori che la burocrazia. Per cui bisogna tenere la barra dritta verso una meta e non girare o svoltare a seconda del vento. Anche perché non è che non si riconosce al sindaco Fattori l'impegno. L'impegno c'è ma se qualcuno fa notare che qualcosa non va, bisognerebbe farsi aiutare piuttosto che mettersi sulla difesa aggressiva. Anche perché, e concludo, poi succede che il bilancio preventivo in cui ci sono i fondi per la frana ha dei problemi e ha bisogno di 3 APPROVAZIONI per portarlo in vigore. Già, perché entro fine luglio, a Serina si dovrà riapprovare una terza volte il bilancio perché il comune non aveva pronte le delibere per le tasse e imposte. Non so, magari mettere i dipendenti a lavorare sul bilancio anziché distribuire lettere, avrebbe fatto risparmiare burocrazia e tempo. 

Questo per mettere un po' di chiarezza su quanto detto negli articoli.

Un'ultima precisazione... farei volentieri a meno di polemizzare o dire cose negative sull'operato amministrativo del comune. Davvero, ho 26 anni, sono giovane, vorrei viaggiare, avere una ragazza, godere la spensieratezza della mia età finché dura, senza farmi venire il sangue acido o i patemi d'animo ogni tre per due per il comune di Serina, che è importante per tutti noi ma allo stesso tempo in modo molto relativo. Se capitasse che fili tutto liscio, non è che mi lamenterei. Questo per rincuorare i serinesi che ritengono che le polemiche fatte dall'opposizione, ovvero da me e dal mio gruppo, siano solo pretestuose e al fine ultimo di screditare l'amministrazione. Date retta a me, farei volentieri a meno e non ne sento affatto bisogno di criticare Fattori ogni tre per due, per il quieto vivere di tutti ma soprattutto perché vorrebbe dire che l'amministrazione sta facendo il bene del paese. Se si interviene o si fanno notare i problemi, è solo perché si fa il proprio dovere. Poi pensatela come volete anche voi, io vivo bene lo stesso.

 
Discorso consiglio comunale del 20 giugno- in seguito alla lettera del sindaco Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Sabato 21 Giugno 2014 09:29

Pubblico per conoscenza il discorso tenuto il 20 giugno 2014 presso il consiglio comunale in occasione della ridiscussione del bilancio previsionale 2014. E' stata anche l'occasione per rispondere a tono alla lettera piena di falsità e piuttosto odiosa del sindaco in distribuzione in questi giorni a Serina. L'evento che voglio sottolineare è che il sindaco, dopo che per trenta minuti ho risposto punto per punto alle sue critiche, non ha saputo nemmeno assumersi la responsabilità delle proprie parole e ha fatto praticamente scena muta, farfugliando solo due dati su pgt e progetto Palma. Noi abbiamo detto le cose come stanno in faccia, ad altezza occhi, del sindaco e della maggioranza. Ieri il sindaco invece, nascondendosi dietro la carta intestata del comune, non ha saputo neanche guardarmi negli occhi per motivare le sue parole. Da qui si capiscono molte cose.

Cito solo il finale dell'intervento:

Sommando le varie vicende, e concludo, non esce un grande quadro del primo anno dell'amministrazione Fattori. Avremmo potuto mettere questo in un volantino signor sindaco e distribuirlo ma abbiamo preferito dirlo davanti a Lei come a tutti i consiglieri di maggioranza perché noi non ci nascondiamo dietro carta intestata del comune.

E infine, No, signor sindaco, noi non offendiamo né l'immagine di Serina né dei suoi concittadini. Evidenziamo solo i problemi di un'amministrazione che non si rende conto  dei propri limiti. Perché oltre le mancanze, si possono generare anche dei danni per il nostro paese.

Buona lettura.

NB:i n allegato la lettera del sindaco per conoscenza.


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Europee: queste sconosciute. Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Lunedì 19 Maggio 2014 09:20

Poiché molti amici mi hanno chiesto non chi dovrebbero votare ma PER COSA si vota, ho deciso di fare una breve mappa di orientamento al voto. Partiamo dall'ABC (Link). Domenica, per chi non ha anche le amministrative, si vota per il PARLAMENTO EUROPEO. L'Italia e ogni stato dell'UE elegge i propri membri all'interno del parlamento europeo, i quali sono in numero proporzionale alla popolazione residente, con alcuni "correttivi" politici di poca entità. Tali correttivi sono stati fatti per dare rappresentanza o maggiore rilevanza a uno stato o all'altro ma sono poco influenti nella struttura complessiva del parlamento.  Qua l'infografica: http://www.elections2014.eu/it/news-room/infographics

COSA FA IL PARLAMENTO? Il parlamento europeo, secondo il Trattato UE, art. 14 " esercita congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita funzioni di controllo politico e consultive alle condizioni stabilite dei trattati. Elegge il presidente della Commissione." "Il Parlamento europeo è composto di rappresentanti dei cittadini dell'Unione. (..) I membri del parlamento europeo sono eletti a suffragio universale diretto, libero e segreto per un mandato di cinque anni."

Il parlamento elegge il presidente della Commissione, la quale è in sostanza il governo dell'Unione. " La Commissione promuove l'interesse generale dell'Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine. Vigila sull'applicazione dei trattati e delle misure adottate dalle istituzioni in virtù dei trattati . Vigila sull'applicazione del diritto dell'Unione sotto il controllo della Corte di giustizia dell'Unione europea. Dà esecuzione al bilancio e gestisce i programma. Esercita funzioni di coordinamento, di esecuzione e di gestione, alle condizioni stabilite dei trattati. Assicurala rappresentanza esterna dell'Unione, fatta eccezione per la politica estera e di sicurezza comune e per gli altri casi previsti dai trattati (...)."

Per la prima volta dalla nascita del parlamento europeo, stavolta  contestualmente all'indicazione dei membri per il parlamento, i partiti europei hanno indicato anche il loro candidato alla presidenza della Commissione. Ecco i profili in un articolo ben fatto: http://www.polisblog.it/post/222399/elezioni-europee-2014-candidati-presidente-commissione. Inoltre potete visitare i sit

i dei partiti europei qua riassunti con i programmi elettorali: http://www.elections2014.eu/it/european-political-parties

Tuttavia domenica non troverete PSE, PPE o altro sulla scheda elettorale ma i simboli che tradizionalmente sono in Italia: PD, Forza Italia, M5S, ecc. Le forze italiane sostengono con le altre forze nazionali un partito europeo e per conseguenza un candidato.

Bene, ora che avete almeno idea di cosa si vota, uno spottone per chi votare non ve lo evito. Con una premessa. Sinceramente questa campagna elettorale l'avrei preferita su tutt'altri temi: la globalizzazione, il ruolo dell'Europa nel conflitto ucraino, nella gestione dei flussi migratori, nel prevenire e considerare i cambiamenti climatici. Nulla, chissenefrega di quello che accade in america latina o in India, le nuove potenze mondiali ormai in via di consolidamento, se non altro per il numero della popolazione ( la Cina ormai la considero già potenza di per sé). Nulla. Stiamo a discutere se 80 euro sono mancia o se è una politica di redistribuzione, rincorriamo un pazzo che mi ricorda a livello storico i grandi autoritarismi: i processi in piazza o via web mi fanno venire la pelle d'oca, e mi fa ancora più schifo che racconti grandi minchiate, assolute balle, cifre a caso, nomi o reati sputati solo perché assonanti a livello fonico su persone che magari manco si sognano di averli commessi. Gridiamo di voler uscire dall'euro senza sapere che il giorno dopo un caffè costerebbe dalle 3000 lire alle 5000 e falliremmo nell'arco di due giorni. La rabbia c'è e la capisco, manca soprattutto il lavoro e una prospettiva di lungo respiro. Tuttavia mi sconcerta il fatto che stiamo a guardare magari il nostro orticello quando la prospettiva è sempre più internazionale e intrecciata agli eventi di altre nazioni e popoli. Vogliamo subire tutti i processi o vogliamo essere attivi e cogliere le opportunità e non solo gli svantaggi dei grandi cambiamenti? Difendiamo i dialetti, ci mancherebbe per carità, il bergamasco mi è caro, ma non ci rendiamo conto che con il bergamasco forse coltiveremo patate in cima all'Alben fra qualche anno mentre con l'inglese, lo spagnolo, l'arabo saremo in grado di aprire nuove rotte commerciali e magari di conseguenza aprire nuove fabbriche manifatturiere come siamo capaci noi in Italia. Altro esempio: gli sbarchi. Mi fanno schifo, e lo dico senza mezzi termini, coloro che pensano che gente che scappa dalla guerra o da situazioni di forte conflitto debbano morire preda delle acque e degli scafisti. Sono orgoglioso di uno stato che si indigna ogni qual volta muoiono vite umane, fosse anche solo una, in mezzo al mare. E mi indigna allo stesso modo che Germania e paesi nordici blocchino la direttiva che potrebbe aiutare l'Italia ad affrontare l'urgenza. Il problema non è affondare il barcone, magari pieno di siriani che scappano da una guerra civile fra terroristi islamici e un governo autoritario, il problema è chiedere che l'Europa si ricordi di avere un mare che dà su altre sponde. E non a caso l'unico che ha posto questo tema con forza a suo tempo è stato Prodi. E ancora: il tema del cibo e della terra. Pochi si stanno preoccupando come un aumento della popolazione e una diminuzione progressiva del terreno coltivabile, per i cambiamenti climatici e per la cementificazione, porterà nel tempo a un forte cambiamento dei nostri consumi alimentari. Dovremmo preoccuparci di dare vita a una politica di conservazione dell'agricoltura e di educazione all'alimentazione, di preservazione delle zone che in futuro diventeranno essenziali alla sopravvivenza. Penso in particolare le zone prealpine che a causa del cambiamento climatico diventeranno ben presto oggetto ambito per la coltivazione. 

In tutto ciò vedo una campagna elettorale basata da un parte sulla paura, sul rancore e la rabbia. Dall'altra una campagna in qualche modo della speranza, con al centro le cose che si dovrebbero fare e si stanno provando a fare. Domenica voterò convintamente PD, perché sta provando in qualche modo a dare una scrollata a questo paese e per una volta non solo a parole ma con fatti che stiamo valutando in queste settimane. Voterò convintamente inoltre per Brando Benifei, Alessia Mosca e Antonio Panzeri. Il primo perché è un ragazzo in gamba che conosco personalmente e che merita dopo tanto lavoro di avere possibilità di esprimere tutto il suo potenziale. La seconda perché è una donna in gamba e competente. Il terzo perché ha posto da tempo il problema del mediterraneo nella politica europea, uno dei pochi ad averlo fatto. 

NB: So per certo che gli elettori grillini sono diversi da Grillo e dalle sue sparate, e capisco pure la loro frustrazione per il lavoro mancante e per i continui scandali. Ma non posso perdonarvi il fatto che siate indulgenti con quelle esternazioni, con quel senso di settarismo, di distruzione dell'altro che può dare vita in futuro a cose più gravi che un titolo a triplo carattere in edicola. 

 
Frana in val Serina: un discorso di realtà e di verità Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Sabato 12 Aprile 2014 20:46

Questo post non riscuoterà molto successo. E' un parere personale e non rispecchia né il parere di Futuro & Tradizione né il parere di altri gruppi che attualmente rappresento. 

Stamattina si è tenuta dopo ben 4 mesi un'assemblea pubblica sulla frana che ha coinvolto la strada provinciale della valle Serina. Per essere molto sintetico, la regione tramite l'assessore Terzi ha assicurato che la regione stabilirà circa 2 milioni di euro per mettere in sicurezza la strada mentre la provincia per bocca dell'assessore Capetti fornirà i soldi per il rifacimento del ponte. Non esistono ad oggi progetti, nemmeno preliminari, ma solo una relazione geologica che ha individuato i tratti più pericolanti del costone roccioso che sovrasta la strada. I tempi previsti sono di circa 7-8 mesi se tutte le fasi, dal reperimento definitivo dei fondi all'appalto, avranno rapida esecuzione e non ci saranno intoppi.

La prima considerazione è che sono molto felice che la regione voglia metterci 2 milioni di euro,presi da un fondo che a livello regionale conta 6 milioni di euro. Questo fondo, destinato alle urgenze di tutta alla regione, verrà per un terzo destinato alla valle Serina. Per ora c'è solo la "parola di Maroni" ma giovedì ci dovrebbe essere anche l'impegno con delibera di giunta. La domanda però che si dovrebbero fare in molti è: per far cosa? Già, perché ad oggi non c'è un progetto o una minima idea di quale sarà effettivamente l'importo finale dell'intervento. 

Il geologo nella sua relazione iniziale ha illustrato che esistono almeno 4 situazioni gravi di interi costoni di roccia per migliaia di metri cubi di materiale da far saltare e far cadere a valle. Dopo tale intervento, con quali modalità è ancora da stabilirsi, bisognerà sistemare la strada che sarà notevolmente compromessa e l'alveo del torrente Serina. Tuttavia questa opera di messa in sicurezza con ogni probabilità causerà ulteriori situazioni di pericolo a monte poiché il terreno per sua natura si presenta frastagliato e intercorso da molti passaggi che si sono aperti nella roccia. Se si fa saltare la parte più esposta, la parte retrostante verrà a sua volta compromessa in qualche modo e con diversa intensità difficile da prevedere ora. Da alcune di queste infine percola acqua ad evidenziare la presenza di un percorso carsico.

Stante quindi questa situazione di fatto, a me ha fatto riflettere che la scelta sul tipo di intervento (sistemazione del materiale più pericolante e sistemazione ponte) sia stata dettata, come detto stamattina, sia dalla questione economica, visto che è l'intervento che costa meno, che dalla volontà di fare alla svelta, subitissimamente, la riapertura della strada. A mio parere così non va bene. Innanzitutto si è ragionato subito di soldi ma non di fattibilità dell'intervento.

Se per fare quello che si vuole fare occorrerà un altro milione, chi lo metterà? Si bloccheranno i lavori?

Se per caso dopo le prime sistemazioni emergono altre situazioni critiche, chi dirà che il livello di sicurezza ottenuto con i lavori fatti è sufficientemente adeguato a una strada di montagna oppure che è necessario intervenire ancora? Chi si prenderà l'onere di dire che è stato fatto il possibile e si può riaprire la strada?

Forse sarebbe stato meglio partire dal progetto che dai fondi. Ribadisco, ad oggi nessuno sa con certezza quali sono gli interventi da fare e che costo finale si avrà proprio perché per il tipo di intervento che per il tipo di terreno è difficile prevedere gli effetti di un disgaggio di materiale così ampio. Molto probabilmente la strada verrà riaperta con una certa dose di pericolo, quanta si vedrà. 

In conclusione però a me è rimasto qualcosa che tuttora mi ruga sullo stomaco e sulla coscienza. Stamattina è mancato un discorso di verità all'assemblea che mettesse i presenti di fronte a quanto si andrà incontro. Certo, riconosco che sarebbe stato difficile alzare la mano e davanti a una platea abbastanza arrabbiata dire che la fretta è una cattiva consigliera. Tuttavia un discorso di verità sarebbe stato onesto nei confronti dei valserinesi: "se volete che la strada riapra velocemente, il progetto più fattibile è questo. Sappiate però che si avrà come nota dolente una sicurezza precaria di quel tratto a causa del terreno instabile." Il rischio sarà più o meno alto a seconda di come andranno i lavori ma la sicurezza al 100% non si avrà e nemmeno probabilmente al 90 o 80%. Se i serinesi e gli altri abitanti sono d'accordo ad accettare questo rischio a fronte di una più celere apertura, niente da dire o eccepire. Ma dire che si riaprirà alla svelta la strada e si avrà piena sicurezza, o lasciarlo intendere, è falso e sbagliato perché non sarà così. Questa nota andava sottolineata e detta a chiare lettere perché soprattutto quando ci sono questi interventi che mettono in gioco la sicurezza degli abitanti l'onestà intellettuale e politica deve prevalere su quello che è la propaganda o la voglia di far vedere che si sta facendo.

So che molti diranno che in una strada di montagna un sasso può sempre cadere, alcuni mi hanno detto addirittura che qualche disgrazia può succedere. L'importante è essere coscienti del rischio ed accettarlo in cambio della velocità di esecuzione. Per conto mio, avrei fatto questo discorso di verità alla popolazione. E magari sarei arrivato anche a dire che a fronte di una relazione geologica più approfondita, quella strada forse andrebbe chiusa perché manca del tutto una sicurezza di passaggio. Ovviamente, con dati alla mano più approfonditi di quelli che ad oggi si hanno. Una frase del genere stamattina avrebbe generato risse penso.

Rimane l'illusione di avere la moglie ubriaca e la botte piena, che per definizione, non esiste. Non sono un grande fan del progetto del tunnel, anzi penso che pure quello sia infattibile, ma qualcosa di alternativo si poteva magari iniziare a progettare. E poi banalmente sarei partito dal progetto anziché dal reperire subito fondi che forse non basteranno nemmeno.

Spero per tutta la valle ovviamente che le cose andranno nei migliori dei modi, con tempi rapidi e massima sicurezza. Lo auguro alla mia comunità e chiaramente anche a me. E ringrazio chi una mano ce l'ha data davvero e ce la sta dando.  


 
Grillo e i metodi da tempi bui Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Domenica 02 Febbraio 2014 10:55

I libri, di autori scomodi, venivano bruciati durante il nazismo, erano i cosiddetti Bücherverbrennungen (http://it.wikipedia.org/wiki/B%C3%BCcherverbrennungen). Non so se vogliamo davvero precipitare in quel bel periodo, in cui i militi fascisti presenti in parlamento impedivano i lavori normali dell'aula, usavano le immagini distorte degli avversari politici (tipo: se tu fossi in macchina con Laura boldrini, cosa faresti?), usavano l'insinuazione (ladri, corrotti, prostitute) senza un minimo di fondamento per delegittimare l'avversario. E in tutto ciò il meccanismo più subdolo e pericoloso è che i militi fascisti lo facevano perché "così voleva il popolo", perché "unici depositari della volontà della ggente", scusate, "del popolo". Ecco, rileggette le frasi di Di Battista in questa settimana e fateci un pensiero. Scusate per lo sfogo, capisco in fondo chi ha votato Grillo l'anno scorso, capisco meno chi lo sostiene ancora visto i magri risultati. Ma in tutto ciò non ce la faccio più a sentire questi balbettare di democrazia e partecipazione con queste continue azioni da veri squadristi.

 
Speriamo sia la volta buona Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Domenica 08 Dicembre 2013 22:13

"L’Italia e anche il Pd si sono abituati a essere piccoli, a rimpicciolire le speranze. Ci viene chiesto di essere drammaticamente concreti, ma anche di tornare a riprenderci il futuro, a non vederlo più come una minaccia. L’idea di poter finalmente cambiare verso e far passare il messaggio che la politica cambia qualcosa. La politica oggi non mette bocca sulla legge elettorale, non mette bocca sul bilancio, non mette bocca sulla sperimentazione. Sono segni evidenti di una impotenza della politica. Vorrei che questa sera andassimo a casa sapendo che il nostro modo di giocare, con simpatia ed entusiasmo, con la consapevolezza che nessuno di noi è indispensabile ma che ognuno di noi ha scritto una storia bella”. (Renzi, dal discorso della vittoria).

 
Congresso Pd Bergamo: Perché i modi e i tempi sono anche visione politica Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Giovedì 24 Ottobre 2013 17:08


Siamo in tempo di congresso provinciale e in questi giorni se ne leggono parecchie. Ad alcuni però vorrei spiegare il perché di alcune scelte, mie e di altri, e ad altri invece, che mi hanno preso in considerazione puntando l'indice anche sul personale, vorrei raccontare del perché non condivido le loro osservazioni e del perché spesso sono anche sbagliate. In particolare vorrei rispondere alla domanda: "ma voi dov'eravate". Queste cose, premetto, mi piacerebbe dirle in un attivo degli iscritti del Pd ma siccome non c'è un'occasione di confronto ravvicinato, le scrivo qua.

Partiamo dai fatti. In questi anni di vita di partito mi hanno insegnato che è necessario preservare il partito come comunità, evitando di lavare i panni sporchi in pubblico, di usare toni duri in pubblico, esplicitando critiche e malumori negli organi e nelle assemblee preposte. E di questo ne sono convinto e l'ho professato, anche per senso di responsabilità, in quanto dirigente di partito membro della segreteria provinciale. Non tutte le decisioni le ho condivise ma una volta usciti dalla segreteria ho sempre ritenuto di difendere una linea condivisa, sostenendo quindi il segretario in quanto appartenente al suo gruppo dirigente di fiducia. L'ho fatto più volte in direzione, non troverete mai un voto contro Riva in direzione o in assemblea, pur appartenendo di fatto alla vecchia minoranza congressuale. Credo che a livello di segreteria, organo di fiducia del segretario ci debba essere un sentimento di fiducia e di reciproca solidarietà. Io l'ho fatto, altri meno. Cito due casi, perché le cose bisogna dircele fino in fondo: il caso del rinnovo del presidente dell'assemblea e il caso IPB. Nel primo caso in segreteria si decise per rinviare il voto in direzione (c'erano alcune perplessità sul percorso, sarebbe complicato spiegarlo qui). Sul rinvio ci eravamo detti d'accordo quasi tutti e poi qualcuno in direzione rimangiò la parola, mandando sotto quindi segreteria e segretario. Un altro caso è la questione dell'IPB, dove Gandolfi in quanto delegato della segreteria aveva fatto un lavoro significativo e laborioso per elaborare un unico documento del PD condiviso da sindaci, circoli e pd provinciale. Cosa molto faticosa perché c'erano opinioni anche differenti. Il tutto venne vanificato dall'ennesima corsa al pezzettino sull'Eco di Bergamo di alcuni protagonismi, mettendo quindi in difficoltà la voce del segretario e del Pd a favore di voci personali. Non sto affermando che la fedeltà sia un valore. Ci mancherebbe e difatti  spesso mi hanno accusato di mancanza di "fedeltà" nelle mie scelte. Però la lealtà è un valore e come ho sostenuto Gabriele e il gruppo dirigente in passaggi difficili, così non ho mancato negli anni di rilevare e far notare cose che non andavano, nei modi e nelle sedi opportune, senza visibilità o letterine di Santa Lucia ai giornali. L'apice dei miei personali malumori rispetto alla conduzione furono le dimissioni dalla segreteria del giugno 2012. Non le ho mai rese pubbliche ma ad oggi, di fronte a critiche che suonano del tipo "come mai non hai mai detto niente prima di oggi", mi rendono impossibile non rendere pubblici alcuni passaggi.

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