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Stasera abbiamo avuto il coordinamento di zona PD valle Brembana. Abbiamo chiuso una stagione durata 4 mesi, quella del "Partiamo dalla valle Brembana per cambiare l'Italia".
L'idea mi era venuta a gennaio, quando il buon Enzo, il segretario di zona, parte per l'America - Beato lui! - e mi lascia la segreteria di zona, chiavi in mano e in comodato gratuito. Il partito in valle non è che navigasse in buone acque, nel 2011 solo 64 tesserati quando nel 2009 eravamo arrivati 120 circa ed era scomparso pure un circolo. I motivi erano e sono vari, dalla situazione politica nazionale, al fatto che la valle Brembana rimane comunque zona un po' ostica per il centrosinistra, nonché il venir meno dell'energia di alcune persone che negli ultimi anni si erano impegnate.
Insomma, si trattava di rilanciare un po' tutta la nostra immagine e rimettere in piedi un minimo di organizzazione. Dopo due riunioni organizzative con i segretari di circolo, si mette in pista 5 iniziative in coincidenza dei paesi con circolo. La speranza era che facendo iniziative di carattere nazionale e regionale si potessero avvicinare anche persone che con il Pd non è che ci andrebbero a nozze.
Tutto questo accadeva nel gennaio 2012 e mi bazzicava per la testa anche l'idea di invitare qualcuno di "spessore" e, grazie a un amico a cui devo rendere ancora ringraziamenti cospicui, siamo riusciti a portare a casa la Serracchiani, alla quale abbiamo affidato il ruolo di essere la più propositiva. Ovvero, poca discussione sui temi nazionali ma qualche idea anche su cosa vogliamo fare in valle.. In realtà non andò proprio così alla fine ma è andata bene comunque..
Nelle 5 iniziative ho visto di tutto: relatori che scomparivano o comparivano all'ultimo, gente che si lamentava della vendita ai privati dell'acqua, quando in realtà era stata affidata a Uniacque, altri che richiamavano eventi del 1954 oppure i sindaci di San Pellegrino di fine anni '80. Oppure accordi di programma di cui, almeno personalmente, sapevo poco, almeno in quel momento.
Però se c'è un tema che è uscito con costanza è il tema del futuro, declinato nei termini di sviluppo e occupazione. Manca il lavoro, mancano le prospettive, si fa fatica a cogliere un disegno complessivo che tiene insieme politiche economiche e sociali. Manca un obiettivo che non sia il semplice pareggio di bilancio, riconosciuto necessario ma basilare. Dopo, la politica, cosa dice alla gente? dove vogliamo andare, dopo?
Noi abbiamo provato ad abbozzare qualcosa, dal ripensamento dell'ospedale di San Giovanni, l'integrazione dei servizi comunali e sociosanitari lungo la valle, lo sviluppo di una politica chiara di offerta turistica, magari diversificata per area, l'intervenire nelle zone ex industriali per cercare di far crescere imprese della green economy, sfruttando anche la vicinanza all'ambiente.
Insomma, roba che può essere da una parte implementata a costo zero mettendoci la testa, dall'altra occorrerebbe invece qualche capitale in più e degli imprenditori. In questo periodo entrambi scarseggiano come il grano durante la piaga delle cavallette in Egitto.
Poi l'altro dato è che abbiamo avvicinato parecchia gente e abbiamo fatto conoscere qualche rappresentante in più del PD, cosa apprezzata soprattutto dagli iscritti che sono riusciti a stringere legami più forti con i propri rappresentanti.
Ora è tempo dei bilanci e a fronte di una spesa di 1685 eurini, siamo riusciti a ricostruire un circolo, quello di San Pellegrino con 10 tesserati, a fare circa 80 tessere, a mettere in campo qualche proposta e a creare qualche legame in più al nostro interno e non solo.
Siamo solo all'inizio però. Ora si tratta di approfondire temi, denunciare il fallimento della Lega nel nostro territorio, costruire reti per creare effettivamente qualcosa di concreto per questa valle che ha bisogno di speranza come l'ossigeno.
Purtroppo mancano le energie e anche le competenze e forse questo dovrebbe far meditare, lo dico da grande sostenitore del partito "solido", quanto lo strumento del partito oggi sia valido come costruzione di elaborazione e implementazione delle politiche, soprattutto in una regione che non è il Veneto né l'Emilia Romagna.
Le cose sono complesse e si fa fatica a ricondurre a un unico centro decisionale tutti gli attori in causa, sicuramente ancor con più fatica con lo strumento partito, almeno in questo contesto e in questo periodo. Ribadisco che credo nel Pd e nella funzione del partito ma è un riscontro che ho avuto e che lascio di riflessione perché la realtà è così anche se non ci piace.
Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno creduto in questa operazione, dai segretari di circolo, Domizio, Sonia, Seghezzi, dai miei tesserati del circolo val Serina, Katia, Jenni e Giovanni in particolare e mio padre che ha fatto da regista a tutte le assemblee. Vorrei ringraziare anche il provinciale per il contributo economico che ci ha fornito.
Chiudo con un po' di nostalgia questo bel periodo, che ho amato per le riunioni fatte a cena a 1800 m in quota mangiando formaggio fresco e salame appena fatto, per le pizze divorate con gli amministratori parlando della propria vita privata, sacrificata e mischiata all'amore per il proprio territorio e il proprio paese, per le persone conosciute che mi hanno insegnato, quelle che mi hanno fatto arrabbiare, a chi mi ha fatto vedere come si faceva una volta politica, a chi insomma ho incontrato e ho avuto il piacere di conoscere.
Perché vedete, la cosa più importante che ho imparato è che la politica alla fine è fatta di relazioni umane e la politica, quella buona, forse sorge quando si ha anche una forte intesa motivazionale e valoriale per costruire. Non basta essere competenti, è necessario che ci sia qualcosa al proprio interno che spinga e metta in moto gli ingranaggi, un sogno, una speranza o dei valori. Puoi camminare bene lungo la strada, ma se non sai la direzione, non ha senso.
L'altro insegnamento è che la politica nasconde dietro delle storie di uomini e donne molto intense e oserei dire molto umane... Ricordo il racconto di un signore che nel '68 volantinava per lotta continua a Zogno solo per poi caricare le ragazze della manifattura sul motorino e risalire i paesi della valle con loro a bordo.
E forse è stato così un poco anche per me, con la chiusura di questo bel periodo di politica chiudo facilmente anche una vicenda personale nata a gennaio e tramontata (forse) pochi giorni fa. Oggi mi sembra che fosse solo una cornice di questi mesi, in realtà è stata il soggetto del quadro e avrei voluto che non lo fosse solo per questo periodo.
Ma insomma, i mesi sono lunghi e ne abbiamo molti avanti e tanto c'è da fare, vedere e vivere. Poi a questo punto, spero nei corsi e ricorsi storici.
Ad maiora.
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